Foglie spesse e ricche d’acqua o ridotte in spine su fusti carnosi e scanalati sono solo alcune delle caratteristiche delle “succulente”. Per resistere a condizioni estreme simili, queste specie hanno sviluppato adattamenti convergenti, anche se appartenenti a famiglie botaniche diverse distribuite in continenti lontani. Ciò è ben evidente nei fusti verdi delle euforbie grasse africane e dei cactus americani. In questa serra dedicata all’Africa sono presenti anche Aloe e altre specie poco vistose che testimoniano la grande diversità tra le succulente nonostante i tanti aspetti comuni. In Africa e in America molte specie sono tutelate per contrastarne la raccolta.
CERCA
… le piante con foglie “variegate”, effetto dovuto a cellule e ispessimenti che riflettono diversamente la luce al fine di ridurre i danni causati dalla continua esposizione al sole.
La specie più insolita della serra si trova in un vaso alto e stretto. Si tratta della Welwitschia mirabilis che, infatti, ha una lunga radice principale (fittone) che affonda profondamente nel terreno. Originaria del deserto della Namibia, è una gimnosperma, come abeti, cycas e ginkgo, ma è l’unica a essere formata da due sole foglie che continuano ad allungarsi e a sfrangiarsi per tutta la vita della pianta, anche oltre i 2000 anni di età.
Didascalie:
Welwitschia mirabilis
Aloe vera: le spine non sono mai legnose.
Euphorbia grandicornis: le spine sono trasformazioni di rami o, se a coppia, di foglie.
Sassi viventi Lithops sp.pl.
Haworthia cooperi var. pilifera: la luce entra nelle foglie interrate attraverso le punte trasparenti.
Aloe humilis
Per resistere all’aridità e agli sbalzi termici in ambienti rocciosi e molto soleggiati, le piante succulente hanno sviluppato adattamenti per trattenere più acqua possibile. Le radici sono estese ma superficiali per assorbire più facilmente il prezioso liquido che viene immagazzinato in tessuti speciali presenti nei fusti ingrossati o nelle foglie carnose. La maggiore ricchezza di specie succulente si trova in Africa meridionale e in Messico. Questa serra espone piante americane, come i noti cactus (Cactaceae) e le agavi (Asparagaceae), mentre nell’altra sono presenti quelle africane.
CERCA
… nelle due serre quale famiglia del continente americano ha specie con foglie simili a quelle sviluppate dalla famiglia delle Asphodelaceae del continente africano.
Le spine delle Cactaceae sono foglie modificate che offrono minore superficie al sole per attenuare la traspirazione e proteggono la pianta dagli erbivori. Spine e fiori, con peli urticanti e setole, nascono in piccole aree circolari (areole) che sono rami molto ridotti. Il fusto, verde per poter contribuire alla fotosintesi, ha anche funzione di riserva idrica; può avere forma colonnare, sferica, appiattita (come nel fico d’India) oppure essere rampicante o strisciante.
Didascalie:
Le spine intrappolano l’aria umida limitando l’evaporazione: grazie alle scanalature, la pianta si espande quando è idratata e viceversa.
Cuscino della suocera Echinocactus grusonii
Espostoa lanata: la lanugine riflette i raggi solari.
Pachycereus pringlei: raggiunge l’altezza di 20 m.
Echinocactus platyacanthus
Agave ferdinandi-regis: le spine apicali sono legnose.
Ferocactus chrysacantus: sono ben visibili le areole.
I fiori profumatissimi sbocciano di notte e sono impollinati da pipistrelli e falene
Regina della notte Hylocereus undatus
Curiose strutture a forma di cono rovesciato e allungato circondano i tronchi dei due cipressi dell’Orto presenti sulla riva e sull’isola del laghetto. Si chiamano pneumatofori e, letteralmente, portano aria alle radici sommerse in terreni allagati e quindi privi di ossigeno. All’interno queste strutture sono cave e i nativi americani le utilizzavano come arnie. L’albero è conosciuto anche come cipresso delle paludi.
ALBERO MONUMENTALE D’ITALIA (Cod: 33/E715/LU/09 su isola e 32/E715/LU/09 su riva)
Nome scientifico: Taxodium distichum (L.) A.Rich. var. distichum
Famiglia: Cupressaceae
Età stimata: circa 145 anni
Circonferenza a 1,30 m: 280 cm (isola) 315 cm (riva)
Altezza stimata: 21,5 m (isola) 20,5 m (riva)
Proviene dalle zone paludose dell’area del Golfo del Messico degli Stati Uniti. In Europa arriva nel 1640. La varietà distichum presenta rametti orizzontali o pendenti con foglie divergenti.
OSSERVA
… i due cipressi calvi presenti. Sono caratterizzati dalle lunghe strutture di legno (pneumatofori) che circondano il tronco. Quale dei due le ha più alte?
Ricche sfumature color ruggine si riflettono nel laghetto in autunno quando i cipressi, prima di diventare “calvi” e perdere le foglie, regalano un’esplosione di colore. Questo fenomeno è assai raro nelle conifere e in questa specie aggiunge una particolarità: insieme alle foglie, infatti, cadono anche i rametti più piccoli a cui sono attaccate.
Didascalie:
pneumatofori
Le squame che formano i coni femminili quando si separano rimangono attaccate ai semi. In acqua galleggiano e, trasportate dalla corrente, contribuiscono alla dispersione dei semi.